Giocare al Ribasso in Borsa: Cosa Significa e Conviene?

L’operazione nota come “Vendita allo scoperto” rappresenta una delle tattiche da utilizzare quando il mercato azionario viene a trovarsi in fase di discesa.

Conosciuta anche con il nome di “short-selling”, può risultare piuttosto redditizia, anche se è necessaria molta pratica per riuscire a padroneggiarla.

Se un comune investitore provvede ad acquistare azioni o titoli confidando in un aumento del loro valore, chi si affida allo scoperto non fa altro che vendere azioni e titoli, pur non possedendoli, convinto del fatto che il prezzo sarà destinato a scendere.

In diversi casi, tale tecnica di investimento è oggetto di fraintendimenti, e proprio questa diffidenza la rende allettante per i nuovi operatori che mirano a facili guadagni.

Prima di lanciarsi in questa operazione è bene valutarne costi, obblighi e, soprattutto, rischi.

Vendere “allo scoperto” significa, in parole povere, prendere in prestito da una società di intermediazione l’azione o il titolo, girandoli e mettendoli in vendita.

Esemplificando, un investitore può decidere di prendere in prestito 40 titoli, vendendo le azioni a un valore di 10 euro cadauna (in base al loro valore di mercato).

La prima mossa da compiere consiste nell’individuare quali siano gli acquirenti interessati.

Pur non trattandosi di una fase particolarmente complicata, è il tempo a disposizione ad essere limitato; attendendo troppo, il rischio è di ritrovarsi a coprire il costo o, nei casi peggiori, a rimetterci.

Quanto scritto è valido anche se, in realtà, non esiste un limite di tempo vero e proprio.

Due fattori sono essenziali per operare allo scoperto: avere a disposizione un broker disponibile a fornire azioni o titoli in prestito e, più avanti, riuscire a coprire il prestito.

È possibile mantenere la cosiddetta posizione corta fino a quando l’investitore non ha problemi nel far fronte ai requisiti di margine, e nel pagare gli interessi.

Allo stesso tempo, il broker deve permettergli di prendere in prestito quanto richiesto.

Qual è il problema principale? Che i titoli allo scoperto vengono normalmente acquistati facendo ricorso a un margine per una parte della posizione.

A ogni prestito a margine corrispondono spese relative agli interessi, e tali spese dovranno essere pagate fino a quando la posizione sarà mantenuta aperta.

L’interesse, pertanto, si configura come un dividendo negativo. Per quale motivo?

Perché si tratta di una riduzione regolare di quanto investito.

Un investitore che si trova a pagare ogni anno il 4% di interessi sul margine, e decide di mantenere la posizione corta per un periodo di 5 anni, andrà inevitabilmente a perdere un valore pari al 25% del capitale investito.

In base a quanto indicato nelle ultime righe lo “short-selling” ha ragione d’esistere nel momento in cui l’investitore riesce ad anticipare la caduta di prezzo.

Semplice a dirsi, ma meno facile quando si tratta di mettere in pratica la strategia.

Con ogni probabilità l’investitore, per ottenere un’azione o un titolo in prestito, è soggetto ad alcune spese. E questo ha una conseguenza: l’abbassamento di prezzo deve essere sufficiente a coprire il costo del denaro prestato.

La domanda da porsi è se il profitto legato al calo dei prezzi, una volta dedotte le commissioni, sia ancora soddisfacente.

E se convenisse investire in altri modi, puntando su qualcosa di meno rischioso e più redditizio?

In linea generale, imparare a vendere allo scoperto è utile per trarre profitto da un mercato in fase di discesa.

Ecco perché potrebbe essere una buona abitudine consultare grafici o affidarsi ad analisi tecniche.

Se normalmente la vostra attività è “comprare”, ossia ad andare “long”, vi sarà possibile, qualora il mercato sia debole, andare short sul breakout di un supporto.

Potrà apparirvi strano, ma risulterà utile capovolgere un grafico e iniziare a cercare i punti di ingresso del breakout.

Nonostante quanto si è venuto a delineare finora, optare per la vendita allo scoperto si rivela ancora oggi più rischioso che procedere in modo tradizionale.

Il maggiore problema è la possibilità di esporsi a perdite potenzialmente illimitate.

Al contrario, acquistare con metodo classico un’azione non può portare a perdere più della quota investita, a fronte di un guadagno (anche in questo caso potenziale) senza limiti.

Proprio il contrario di quanto si verificherebbe con lo short-selling.

Concludendo con un esempio, vendere allo scoperto a 50 euro potrà portare a ricavare dall’operazione una cifra massima di 50 euro.

Se l’azione dovesse salire fino a raggiungere un valore di 100 euro, sarà quest’ultima la somma da pagare per chiudere la posizione.

Non esistono limiti, infatti, al denaro che si potrebbe perdere.

Se invece di 100 euro il prezzo dell’azione arrivasse a 1.000, sarà necessario elargire tale cifra per effettuare la chiusura.

È questo squilibrio ad aver frenato finora la popolarità della vendita allo scoperto.

Gianpaolo R.

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