Airbit Club Recensione: Bloccato dalla Consob (Italia)

AirBit Club è nato nel 2015, chi si è iscritto al club ha pagato 1000 dollari e a chi avesse deciso di fare investimenti non è mancata la fantomatica promessa di alti profitti quotidiani e altri benefici.

Il club si proponeva di garantire valide opportunità di business mediante strumenti atti a generare criptovalute collegando in maniera decentralizzata la criptoeconomia, il marketing multilivello e una tecnologia all’avanguardia.

Ovviamente se il potenziale commerciale era massimizzato, aumentava di conseguenza anche la distribuzione delle criptovalute ai soci.

Il club metteva a disposizione un programma di educazione e istruzione all’uso della criptovaluta per poi promuoverlo nella maniera più opportuna.

Nel marzo 2020 la Consob ha sospeso l’attività di AirClub Bit in Italia accusandolo di frode e bloccandone i siti internet.

L’accusa si fonda sul fatto che proprio mediante i siti AirBit Club proponeva ai soci delle quote associative che avrebbero fatto guadagnare loro addirittura anche il 50% dei profitti ottenuti.

Inoltre, per assurdo, lo stesso Club prometteva di pagare un ROI (ritorno sugli investimenti) ad altissime percentuali a discapito dei poveri investitori.

Di solito il ROI è un indicatore importante per comprendere la redditività di un’azienda.

A quelle condizioni appariva chiaro l’intento di sfruttare e truffare gli investitori con un ROI passivo.

La truffa, dunque, si basava su uno schema Ponzi che consisteva nella promessa di un ritorno da favola a chi consegnava le sue criptovalute e su incentivi in denaro a chi procurava nuovi affiliati.

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Il sistema prima o poi avrebbe comunque fatto acqua perché non era in grado di garantire quello che prometteva.

I principali indagati erano il co-fondatore del club Pablo Renato Rodriguez e Gutemberg Dos Santos, accusati di frode bancaria e riciclaggio di denaro.

C’erano già stati numerosi reclami da parte degli investitori che avevano notato dei ritardi nella possibilità di ritirare i loro rendimenti.

Questa raccolta di fondi attraverso un sistema multilivello aveva interessato la Colombia, il Messico e la Russia.

Abbiamo detto che gli affiliati che si iscrivevano al Club pagavano una quota.

C’erano tre diversi tipi di affiliazione: gli affiliati al pacchetto Executive versavano 250 dollari, quelli aderenti al pacchetto Corporate pagavano 500 dollari e, in ultimo, gli iscritti al Pro davano 1000 dollari.

Ogni affiliato che procurava a sua volta altri affiliati, una volta che questi versavano la propria quota, riceveva una commissione del 20%.

Il pagamento del ROI dipendeva da quanti giorni investivano gli affiliati: gli Executive per 150 giorni, i Corporate per 225 giorni e i Pro per 300 giorni.

Le commissioni venivano pagate in base alla posizione matriciale di ogni affiliato; quindi gli Executive guadagnavano su tre livelli di matrice, i Corporate su sette livelli e i Pro sui globali 18 livelli.

Ne derivava che c’erano diversi problemi: discrepanze nella conformità, nessuna registrazione del Club presso un regolatore di titoli, complesso e fallimentare schema piramidale.

La Consob svolge un ruolo molto importante in quanto regolamenta, autorizza, controlla e vigila i mercati finanziari italiani per tutelare gli investitori da eventuali inganni e trappole nell’ottica della trasparenza e dell’efficienza.

Il suo raggio di azione è molto ampio e il ruolo di vigilanza è esteso oltre ai mercati regolamentati anche alle società di gestione.

Se le negoziazioni non rispettano i codici di regolamento imposti, subito interviene con sanzioni per comportamenti scorretti.

Preziosi sono gli esposti con cui i poveri malcapitati segnalano scorrettezze e frodi.

Anche il sito Business da casa si è occupato in diversi casi di truffe e sciacallaggi privi di morale.

Queste informazioni aiutano chiunque a salvaguardarsi e tutelarsi nel caso sia vittima di trappole.

La Consob a ragione ha avvisato gli investitori di non farsi più ingannare dal mondo patinato di AirBit Club notificando i suoi raggiri.

Secondo quanto confermato anche dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti le operazioni di trading di criptovalute erano inesistenti e i fondi depositati erano spesi in beni di lusso o per sovvenzionare progetti grandiosi tesi ad attirare un numero crescente di vittime.

Gianpaolo R.

In questo sito voglio condividere informazioni ed esperienze che possano aiutare il prossimo a capire il mondo della finanza, del trading e degli investimenti. Cerco sempre di condividere informazioni in maniera chiara e, quando possibile, esprimere opinioni su cosa sembra funzionare. Vi auguro una buona lettura.

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